I benefici fiscali previsti in materia di spese di istruzione

Vengono confermate anche per il 2018 le numerose detrazioni correlate alle spese di istruzione.

Fra le tante note e rinsaldate agevolazioni ed alcune interessanti novità, illustreremo nel seguito il quadro definito dalla Legge di Bilancio 2018.

Prima infanzia

 

Una detrazione del 19% è prevista anche quest’anno per le rette pagate agli asili nido, sia pubblici che privati, e strutture ad essi assimilabili, quali ad esempio le “sezioni primavera”, per bambini di età compresa fra i tre mesi ed i tre anni.

L’importo della spesa agevolata non può essere superiore ad € 632 per ciascun figlio, mentre il frutto dell’agevolazione deve essere ripartito fra i genitori sulla base della partecipazione all’onere sostenuto.

Scuola dell’obbligo

Lo sconto fiscale al 19 % è ugualmente confermato per i costi correlati alla frequentazione dei figli a carico delle scuole dell’infanzia, delle scuole primarie, delle scuole medie inferiori e superiori, siano queste pubbliche o private e fino ad un importo massimo agevolabile di € 717.

Saranno fra queste in particolare ammissibili:

  • le tasse di iscrizionee frequenza;
  • le spese per la mensa;
  • i contributi obbligatori e quelli volontari;
  • le erogazioni liberali appositamente deliberati dagli istituti scolastici o dai loro organi e sostenute dal contribuente con la specifica finalità legata alla frequenza scolastica;
  • le spese per i servizi scolastici integrativi, quali l’assistenza al pasto e il dopo scuola (per queste ultime la detrazione spetta anche quando il servizio è reso per il tramite del Comune o di altri enti rispetto alla scuola);
  • le spese per gite scolastiche;
  • le spese per l’assicurazione della scuola;
  • ogni altro contributo finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa (ad esempio corsi di lingua, teatro, ecc…) deliberato dagli organi d’istituto.

È invece esclusa la possibilità di fruire del beneficio anche per gli oneri assunti per l’acquisto del materiale didattico, la cancelleria ed i trasporti, i quali rimarranno interamente a carico del contribuente.

Detrazione IRPEF spese in favore di soggetto con DSA

La detrazione viene introdotta, dal 2018, anche per le spese sostenute in favore dei soggetti affetti da diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (DSA), fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado, per l’acquisto di strumenti compensativi e di sussidi tecnici e informatici, necessari all’apprendimento, nonché per l’uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento delle lingue straniere, in presenza di un certificato medico che attesti il collegamento funzionale tra i sussidi e gli strumenti acquistati e il tipo di disturbo dell’apprendimento diagnosticato (art. 15, comma 1, lettera e-ter, TUIR).

 

Strumenti musicali

 

La legge 205/2017 ha confermato anche per l’anno 2018 il contributo una tantum pari al 65% del prezzo finale (fino a un massimo di 2.500 euro) per l’acquisto di uno strumento musicale nuovo coerente con il corso di studi, a favore degli studenti iscritti ai licei musicali e ai corsi preaccademici, ai corsi del precedente ordinamento e a quelli di diploma di primo e secondo livello dei conservatori di musica, degli istituti superiori di studi musicali e delle istituzioni di formazione musicale e coreutica autorizzate a rilasciare titoli di alta formazione artistica, musicale e coreutica. Il contributo è erogato come sconto sul prezzo di vendita direttamente dal produttore o dal rivenditore, anche online.

 

Istruzione universitaria

Anche le spese relative all’istruzione universitaria, come consentono di ottenere una detrazione Irpef pari al 19% dell’importo effettivamente pagato.

A valere ai fini del computo del beneficio, non saranno esclusivamente le somme versate per il sostenimento delle tasse di immatricolazione e di iscrizione, ma nel cumulo potranno sommarsi anche quelle attinenti gli esami di profitto e di laurea e le spese eventualmente previste dagli atenei per la partecipazione ai test preliminari di selezione.

Non vengono al riguardo posti dal legislatore dei limiti di spesa qualora l’università in oggetto sia statale, mentre è previsto un tetto, variabile in funzione di un decreto ministeriale annualmente deliberato (qui il testo dell’anno scorso: http://attiministeriali.miur.it/anno-2016/dicembre/dm-23122016.aspx), per gli istituti privati di formazione universitaria.

L’applicazione della norma viene esteso anche a coloro i quali affrontano il percorso di studi all’interno di un’università estera, benché nel rispetto dei parametri imposti dal sopracitato decreto per la frequenza di corsi di istruzione appartenenti alla medesima area disciplinare nella zona geografica in cui lo studente ha il domicilio fiscale. Vengono infine coinvolti dalla disciplina anche gli studenti iscritti alle università telematiche riconosciute dal Ministero dell’Istruzione, le quali sono allo scopo parificate alle università private convenzionali.

 

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Bonus per i «fuori sede»

La medesima detrazione Irpef, è prevista per i canoni di locazione pagati per l’alloggio degli studenti fuori sede.

Quest’ulteriore beneficio compete unicamente per:

  • i contratti di locazione stipulati sulla base della legge numero 431 del 1998 (http://www.parlamento.it/parlam/leggi/98431l.htm).
  • i canoni relativi ai contratti di ospitalità;
  • agli atti di assegnazione in godimento o locazione stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative.

L’università deve essere tuttavia ubicata in un Comune distante almeno 100 chilometri da quello di residenza dello studente (verificati sulla tratta terrestre più breve disponibile), ridotto a 50 chilometri, per gli anni d’imposta 2017 e 2018, per i residenti in zone montane o disagiate.

La detrazione è legittima anche per i canoni di locazione sostenuti nei confronti di familiari a carico ed i relativi costi sono in ogni caso usufruibili entro la soglia massima di € 2.633, sui quali poi calcolare la detrazione al 19%. Rappresenta tuttavia tale limite un valore complessivo per ogni singolo contribuente, il quale non potrà perciò detrarsi mai più di € 500,27 (2.633,00 x 19%), pur se in relazione a spese affrontate nell’interesse di più familiari a carico, sulla base di contratti distinti.

Per poter infine godere della detrazione sarà indispensabile conservare i contratti e le quietanze di pagamento degli affitti versati.

Conservatori ed istituti tecnici superiori

Lo stesso trattamento riservato alle spese universitarie viene ora concesso anche per quelle relative alla frequenza dei nuovi corsi presso i conservatori di musica e gli istituti musicali pareggiati, istituiti in base al Dpr 212/2015, nonché presso gli istituti tecnici superiori.

I corsi di formazione presso i conservatori musicali, relativi al precedente ordinamento, sono invece equiparati alla formazione scolastica secondaria.

 

Master, dottorati e corsi di specializzazione

 

Benefici fiscali, nei consueti termini di una detrazione al 19% dei costi effettivamente sostenuti, sono previsti anche per i percorsi di formazione post laurea o ad essa alternativi, purché organizzati sotto l’egida di un’università e nei limiti di spesa annualmente fissati dal Miur.

Potranno perciò richiedere la riduzione d’imposta tutti coloro che hanno effettuato dei pagamenti per l’iscrizione e la partecipazione a:

  • corsi post universitari di specializzazione e di perfezionamento (in università pubbliche nazionali o estere);
  • master assimilabili, per struttura e per durata, a corsi universitari o di specializzazione;
  • corsi di specializzazione;
  • dottorati di ricerca.

School bonus e liberalità

 

Viene istituito infine il cosiddetto “school bonus” per le erogazioni liberali in denaro a favore degli istituti del sistema nazionale di istruzione, per la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione di quelle esistenti, e il sostengo a interventi che migliorino l’occupabilità degli studenti.

Questo si costituisce in un credito d’imposta ripartito in tre rate annuali di uguale importo e complessivamente pari al 65 % della donazione per le erogazioni effettuate nel 2016 e 2017 e del 50% per quelle disposte nel 2018.

L’importo massimo ammesso all’agevolazione fiscale è pari a 100 mila euro per ciascun periodo d’imposta.

I contribuenti i quali decideranno di aderire all’iniziativa sceglieranno liberamente la scuola da beneficiare e quest’ultima riceverà il 90 % dell’erogazione, mentre la restante parte confluirà in un fondo perequativo che sarà distribuito alle scuole che risultino destinatarie di erogazioni liberali in un ammontare inferiore alla media nazionale.

Viene mantenuta invece, per le somme donate ad università, fondazioni universitarie, istituzioni universitarie pubbliche, enti di ricerca pubblici o vigilati dal Miur, una deduzione dal reddito corrispondente al valore dell’intera elargizione.

 

Dichiarazione e beneficiari

Per potersi avvalere dei sopraelencati benefici il contribuente dovrà provvedere a presentare la propria dichiarazione dei redditi (modello Redditi o 730), anche qualora ne fosse esentato. Dovrà in questa essere riportata la precisa entità delle somme versate nel corso dell’anno (a prescindere dal periodo di competenza) in relazione alle diverse categorie di spesa agevolabili, conservando a tal fine tutte le ricevute e le quietanze di pagamento a queste riferibili.

 

 

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