Il cosiddetto “Decreto Cura Italia” ha introdotto nei giorni scorsi un’importante agevolazione per le imprese che attuano interventi per la prevenzione del rischio di contagio da Covid-19, il “bonus sanificazione”.

Il beneficio, disciplinato all’articolo 64 del medesimo provvedimento e ripreso all’interno del “Decreto Liquidità”, che ne estende la portata normativa, si sostanzia in un credito d’imposta pari al 50% delle spese ammissibili sostenute per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione e di sicurezza per i lavoratori, atti a tutelarli dall’esposizione accidentale ad agenti biologici.

Il valore di spesa fruibile da ogni azienda è pari a euro 20.000,00, il credito di imposta verrà riconosciuto e quindi recuperato all’interno della dichiarazione dei redditi 2021 attraverso compensazione con le eventuali imposte e tasse da versare.

Potranno farne richiesta:

  • tutte le imprese, a prescindere dalla natura giuridica, dalla dimensione e dal settore economico;
  • gli esercenti di arti o professioni.

Le spese ammissibili risultano invece essere:

  • le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro;
  • le spese di sanificazione degli strumenti di lavoro;
  • le spese per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale dei lavoratori;
  • le spese per l’acquisto di altri dispositivi di sicurezza dei lavoratori.

La relazione illustrativa al “Decreto Liquidità” specifica poi con più precisione quali siano i principali dispositivi di protezione individuale e gli altri dispositivi di sicurezza ad ora oggetto di agevolazione, riportando la seguente lista:

  • mascherine chirurgiche,
  •  mascherine Ffp2 e Ffp3;
  • guanti;
  • visiere di protezione e occhiali protettivi;
  • tute di protezione e calzari;
  • barriere protettive;
  • pannelli protettivi;
  • detergenti mani.

Bisognerà ad ogni modo necessariamente attendere l’emanazione di un Decreto Ministeriale da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, predisposto di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, per avere più precise indicazioni circa l’operatività del provvedimento.

Il Decreto era previsto entro la data del 15 aprile e avrebbe dovuto anche contenere una più esaustiva elencazione delle spese ammesse ai fini del credito d’imposta. In sua vece è al momento intervenuta solo un circolare dell’Agenzia delle Entrate, la numero 9 del 13 aprile 2020, la quale conferma l’applicazione del beneficio in favore di tutti gli esercenti attività d’impresa, arte e professione e, ricalcando i contenuti del sopra riportato elenco, vi include i disinfettanti.

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