Il Decreto Legge “Cura Italia” è intervenuto in questi giorni quale “primo soccorso” alle imprese donneggiate dall’epidemia di COVID-19, dando sostegno alle stesse nel merito di molteplici importanti tematiche, agendo talvolta con un’azione mirata e diretta nei loro confronti, supportando invece in altri casi i soggetti che le assistono nelle ordinarie dinamiche di fabbisogno finanziario.

Nell’ambito di questo pacchetto di interventi pare essere di concreta ed importante rilevanza quello portato dall’art. 56, che titola Misure di sostegno finanziaria alle micro, piccole e medie imprese colpite dall’epidemia di COVID19 e così recita al comma 2:

“Al fine di sostenere le attività imprenditoriali danneggiate dall’epidemia di COVID-19 le Imprese, come definite al comma 5, possono avvalersi dietro comunicazione – in relazione alle esposizioni debitorie nei confronti di banche, di intermediari finanziari previsti dall’art 106 del d.lgs. n. 385 del l’settembre 1993 (Testo unico bancario) e degli altri soggetti abilitati alla concessione di credito in Italia – delle seguenti misure di sostegno finanziario:

  1. per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella di pubblicazione del presente decreto, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020;
  2. per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni;
  3. per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.”

Verificate quindi alcune minime preliminari condizioni, l’Impresa, con il mero invio di una “comunicazione”  al soggetto finanziatore, può unilateralmente sospendere il pagamento delle rate o canoni in scadenza “prima del 30/9/2020″…“sino al 30/9/2020“.

Al soggetto finanziatore, nel caso di aperture di credito a revoca o prestiti a fronte di anticipi su crediti esistenti al 29/2/2020, è ad opera del Decreto inibita la revoca o riduzione del fido accordato, e ciò sino al 30/9/2020.

Le citate condizioni minime per l’accesso al beneficio sono identificate nel possesso dei seguenti tre requisiti:

  • il requisito soggettivo – l’impresa, avente sede in Italia, deve essere classificata come Micro, ovvero Piccola, ovvero Media Impresa, secondo le definizioni fornite dalla Raccomandazione della Commissione europea n. 2003/361/CE del 6 maggio 2003;
  • Il requisito causale – le imprese per beneficiare dell’aiuto, devono essere imprese danneggiate dall’epidemia di COVID-19, e devono quindi allegare alla “comunicazione” una autocertificazione ai sensi dell’art. 47 DPR 445/2000 nella quale “l’Impresa autocertifica di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19”.
  • il requisito oggettivo, relativo alle esposizioni debitorie oggetto di sospensione, che non dovranno essere alla data di pubblicazione del decreto, classificate come esposizioni creditizie deteriorate ai sensi della disciplina applicabile agli intermediari creditizi.

Risulta dunque evidente come, soprattutto in questa situazione di crisi, uno strumento del genere possa costituire per le imprese di valido aiuto nel dialogo con i soggetti finanziatori ed essere prodromico ad eventuali successivi accordi con gli stessi, atti ad un ripristino delle condizioni di normalità nella gestione delle dinamiche finanziarie.

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