Fra le novità introdotte dal D.L. 18/2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17 marzo 2020, risulta di particolare interesse per i soggetti che esercitano un’attività d’impresa nell’ambito della quale abbiano stipulato, in qualità di conduttori, un contratto di locazione per immobili commerciali quali negozi e botteghe la previsione da parte del Governo di un credito d’imposta specifico a loro sostegno.

Destinatari del credito

L’agevolazione, inserita all’articolo 65 del sopracitato Decreto, riconosce più precisamente una somma pari al 60% dell’ammontare del canone di locazione relativo al mese di marzo 2020 (sembra probabile una simile agevolazione anche per il mese di aprile), per tutti gli immobili rientranti nella categoria C/1, pur se con alcune restrizioni generali, che limitano la platea degli aventi diritto ai soggetti rispondenti ai seguenti requisiti:

  • Sotto il profilo soggettivo, devono esercitare un’attività in forma d’impresa. La disposizione non coinvolge perciò anche ai liberi professionisti, o in generale a tutti coloro che esercitino un’arte o una professione;
  • Sotto il profilo oggettivo devono invece aver necessariamente stipulato un contratto di locazione (pertanto non contratti di affitto d’azienda). L’iniziativa è però ammessa per qualsiasi forma di locazione commerciale, a prescindere dalla metratura della struttura interessata dal beneficio. Non rientrano dunque nei perimetri dell’incentivo i beni in proprietà, seppur acquistati a mezzo di un mutuo ancora in essere, ma anche i contratti di comodato, o qualsiasi altra eventuale diversa forma contrattuale utilizzata che consenta la fruizione del bene.
  • Non sono compresi nell’agevolazione Ufficio, laboratori, magazzini o altre attività che non siano classificati catastalmente come C1.

Sono invece espressamente escluse dalla previsione normativa tutte quelle attività che non sono state soggette all’obbligo di sospensione dai Decreti legati all’emergenza Covid-19, quali:

  • Ipermercati;
  • Supermercati;
  • Discount di alimentari;
  • Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari;
  • Commercio al dettaglio di prodotti surgelati;
  • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici;
  • Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2);
  • Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati;
  • Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4);
  • Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico;
  • Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari;
  • Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione;
  • Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici;
  • Farmacie;
  • Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica;
  • Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati;
  • Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale;
  • Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici;
  • Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia;
  • Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento;
  • Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini;
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet;
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione;
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono;
  • Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici;
  • Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia;
  • Attività delle lavanderie industriali;
  • Altre lavanderie, tintorie;
  • Servizi di pompe funebri e attività connesse.

Applicabilità

Dei profili di incertezza, sui quali sarebbero al più presto opportuni dei chiarimenti da parte del legislatore, sorgono poi in considerazione del fatto che non vi sono chiare indicazioni circa l’obbligo di sostenimento della spesa per l’accesso al credito.

Quest’ultimo è stato infatti concepito quale forma di sostegno per gli imprenditori che stato affrontando una momentanea difficoltà finanziaria e non risulta d’altra parte nel testo del Decreto alcuna menzione al “pagamento del canone” quale requisito fondamentale, ma analizzando il contenuto della relazione tecnica che ha accompagnato il provvedimento viene invece precisato che il beneficio è relativo alle spese sostenute nel mese di marzo.

Un altro dubbio considerevole verte sull’utilizzabilità del credito.

Recupero del credito di imposta

Con la risoluzione 13/E del 20 marzo l’Agenzia delle Entrate ha comunicato la predisposizione del codice tributo da usare per compensare il credito d’imposta a partire dai modelli F24 in pagamento dal 25 marzo 2020: si tratta del codice tributo 6914.

Write a comment:

*

Your email address will not be published.

© 2017 Studio Todeschini Premuda designed by Softme