Dal primo gennaio 2020 diventeranno operative le novità introdotte all’articolo 12-septies del D.L. 34/2019, il cosiddetto “Decreto crescita”, che modificano le regole previste dal nostro ordinamento in tema di lettere d’intento, con lo scopo di agevolare le imprese, riducendo gli adempimenti richiesti e velocizzando le procedure .

I soggetti coinvolti

Interessati dalla nuova disciplina sono i soggetti passivi IVA, in possesso dei requisiti di “esportatore abituale”, i quali abbiano manifestato l’intenzione di avvalersi della facoltà di effettuare acquisti o importazioni senza l’applicazione dell’IVA.

Per costoro, con l’arrivo del nuovo anno, è previsto un sensibile snellimento delle procedure operative in un’ottica di digitalizzazione ed efficientamento del sistema ed un contestuale inasprimento delle sanzioni connesse a tali semplificati adempimenti.

Le semplificazioni

Con queste premesse la disciplina è stata dunque rimodellata introducendo una serie di innovazioni, che si può così sintetizzare:

  • pur permanendo il vincolo di trasmissione all’Amministrazione Finanziaria dei dati della dichiarazione di intento, viene eliminato l’obbligo di esibire la stessa e la relativa ricevuta di presentazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate al fornitore o in dogana;
  • è prevista dall’altro lato la creazione di una banca dati unica, presso il portale dell’Agenzia delle Entrate, delle dichiarazioni di intento, per poter consentire all’operatore di essere dispensato dalle osservanze di cui sopra;
  • il fornitore deve ora indicare gli estremi del protocollo di ricezione della dichiarazione sulla fattura emessa in base ad essa (attualmente, invece, sulla fattura devono essere indicati gli estremi della dichiarazione d’intento), ovvero devono questi essere dichiarati dall’importatore nella dichiarazione doganale. L’esportatore dovrà pertanto probabilmente comunicare a tali soggetti l’avvenuta trasmissione del documento;
  •  l’esportatore abituale e i relativi fornitori non sono più tenuti a procedere alla numerazione progressiva della dichiarazione d’intento né all’annotazione in un apposito registro;
  • viene anche meno l’obbligo in capo ai fornitori di esporre i dati delle lettere di intento ricevute nella Dichiarazione IVA annuale;
  • è stato riscritto anche l’art. 1, comma 1, della Legge 746 del 1983, alla lettera c), laddove indica “La dichiarazione può riguardare anche più operazioni“, eliminando la successiva locuzione “tra le stesse parti “. Con il medesimo documento sarà dunque possibile porre in atto operazioni diverse, con più operatori.

Le nuove sanzioni

Dal punto di vista sanzionatorio vengono invece ridefinite le sanzioni amministrative, che passano da fisse a proporzionale, prevedendo ora per il cedente o prestatore che effettua operazioni in regime di non imponibilità Iva «senza aver prima riscontrato per via telematica l’avvenuta presentazione all’Agenzia delle Entrate» della lettera di intento il versamento di una pena in misura compresa fra il 100% ed il 200% dell’imposta, fermo l’obbligo del pagamento della stessa.

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