Tutto quello che devi sapere sulle novità in materia di codice LEI

Scopo e contenuti della normativa

Entrano in vigore, alla data del 03 gennaio del 2018, le norme introdotte dall’aggiornamento in tema di Direttiva MiFID (Market in Financial Instruments Directive), che trovano attuazione per mezzo della Direttiva Comunitaria 2014/65/UE e del Regolamento MiFIR 600/2014.

La ratio che sottende l’intervento del Parlamento Europeo, responsabile dell’emanazione della Direttiva MiFID 2, è quella di sottoporre a più stretta regolamentazione il mercato degli strumenti finanziari, al fine di renderne più efficace il funzionamento, aumentare la trasparenza nelle negoziazioni e meglio tutelare gli investitori, accrescendo la loro fiducia nel settore.

Sono state perciò con l’occasione attribuite maggiori responsabilità agli intermediari,  rafforzati i poteri degli organi di vigilanza ed estesi gli obblighi di comunicazione alla clientela da parte degli istituti fornitori dei servizi di investimento. È in questo nuovo contesto di consolidamento dei controlli messi in atto sugli intermediari che trova il suo scopo l’art. 26 del Regolamento MiFIR, il quale prevede l’onere da parte di questi di comunicare alla Consob i dettagli delle operazioni poste in essere dalla clientela in tema di strumenti finanziari.

Il corretto adempimento della prescrizione include la necessità per questi soggetti di poter univocamente identificare gli investitori del mercato. Ciò avviene mediante l’attribuzione di un codice personale, il cosiddetto codice LEI (Legal Entity Identifier), che sarà da gennaio indispensabile per tutte le imprese, ed altri soggetti giuridici, le quali volessero rimane attive nella compravendita di strumenti finanziari.

Il codice LEI

Il LEI, uno strumento elaborato secondo le regole ISO 17442:2012, si caratterizza quale un codice costituito da 20 caratteri alfanumerici ed è concepito per le segnalazioni all’ESMA, l’ Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, sull’attività degli operatori del medesimo settore. Tramite l’attribuzione del codice sarà infatti possibile, come accennato, identificare univocamente i soggetti giuridici i quali espletano investimenti in tutto il mondo. La legislazione poc’anzi introdotta ed ormai di prossima attuazione, impone a questi ultimi di associare i propri dati identificativi (codice fiscale, denominazione, indirizzo e dati relativi alla struttura dell’organizzazione) al codice LEI e richiede al contempo agli intermediari di fare quanto nelle loro facoltà per farsi fornire lo stesso dalla clientela.

Obbligo di dotazione del codice identificativo LEI

Soggetti coinvolti

Si è già visto nei precedenti  paragrafi che non saranno solo le società ad essere dunque coinvolte dall’imposizione, ma questa investirà in generale tutte le persone giuridiche, iscritte ad un pubblico registro e detentrici di un conto titoli presso intermediari finanziari.

Dovranno così fare richiesta del codice anche i comparti dei fondi di investimento italiani, gestiti da società iscritte al Registro Imprese ed i fondi pensione italiani, ma pure le ONLUS, le fondazioni e le associazioni, se iscritte all’interno dei pertinenti registri.

Chiarisce infine a tal proposito l’ESMA che, nel caso di società fiduciarie, queste dovranno essere segnalate con il codice LEI della fiduciaria. Dei dubbi permangono sulla posizione dei trust.

Dove richiedere il LEI

Al fine di diffondere l’utilizzo di tal strumento di riconoscimento, il Financial Stability Board ha istituito nel 2014 il GLEIF (Global Legal Entity Identifier Foundation), un organismo sovra nazionale non profit, che gestisce l’emanazione dei formati per il codice LEI nelle varie nazioni. Questo gestisce a sua volta un progetto che vede in ogni nazione europea dei cosiddetti “Registration Agent”, degli enti amministrativo che si occupano della predisposizione delle pratiche per l’ottenimento del LEI. In Italia questa funzione viene svolta da InfoCamere.

Come effettuare la richiesta

La richiesta può essere presentata ad InfoCamere direttamente dal legale rappresentante della entità giuridica o da un suo delegato, mediante il sito: “ www.lei-italy.infocamere.it”.

Per gli intermediari è stato invece predisposto un servizio web, che consente la richiesta massiva di codici LEI per conto della clientela di riferimento.

Contenuto della richiesta

Viene nel seguito presentata una tabella riassuntiva realizzata da InfoCamere ed elencante le informazioni richieste per la presentazione della domanda di attribuzone del codice:

TIPOLOGIA INFORMAZIONI RICHIESTE DOCUMENTAZIONE DI SUPPORTO
Soggetti iscritti al Registro delle Imprese  – Codice Fiscale  – Eventuale bilancio consolidato per i soggetti che dichiarano di appartenere a un gruppo societario
 – Informazioni sulla struttura societaria di controllo  – Eventuale documento di delega e copia del documento d’identità del delegante per le richieste tramite intermediario.
Fondi di investimento  – Denominazione del fondo  – Documento di autodichiarazione (modello disponibile sul portale LEI-Italy), compilato e firmato da un rappresentante della società di gestione del comparto, unitamente ad una scansione del documento di identità del firmatario
 – Codice comparto
 – CF del Gestore del Fondo  – Eventuale documento di delega e copia del documento d’identità del delegante per le richieste tramite intermediario.
 – Informazioni sulla struttura societaria di controllo
Fondi Pensione  – Denominazione  – Copia del documento di identità del firmatario in corso di validità
 – N° albo per fondi ·Indirizzo
 – PEC  – Documento di richiesta del Codice LEI per fondi Pensione gestione (modello disponibile sul portale LEI-Italy).
 – Informazioni sulla struttura societaria di controllo
Altri Enti  – Denominazione  – Documentazione attestante la registrazione presso un
Pubblico Registro con esplicita indicazione del Legale
Rappresentante
 – CF
 – Indirizzo  – Copia del documento d’identità del Legale Rappresentante
 – PEC  – Documentazione che attesti la sussistenza dei requisiti qualora sia stato selezionato il pagamento in modalità Split Payment o Esenzione IVA.
 – Informazioni sulla struttura societaria di controllo

Passaggi successivi

Presentata la domanda i dati in essa contenuti vengono inviati via PEC al richiedente, questi, nella persona del legale rappresentante o di un suo delegato, deve apporre la firma digitale e procedere così al reinvio della pratica completa ed al pagamento delle relative spese tramite carta di credito o MAV.

Costi

I costi correlati al servizio offerto da InfoCamere constano in un primo contributo per l’attivazione dell’importo di € 122, mentre in seguito è previsto il versamento di € 85,40 annui per poter continuare fruire del codice ottenuto.

 

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