Fattura elettronica e novità introdotte dalla legge di bilancio 2018

Fattura elettronica – le novità

Con il piano di riforme introdotto dalla Legge di Bilancio 2018, recentemente approvata in via definitiva, il Governo presenta la decisa intenzione di mettere in atto delle più stringenti manovre volte a contrastare il diffuso fenomeno dell’evasione fiscale.

Uno degli strumenti scelti dal Legislatore per perseguire il prefissato scopo è quello della fatturazione elettronica.

Si tratta di un meccanismo digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture per mezzo del quale l’autenticità dell’origine e l’integrità del contenuto sono garantite tramite l’apposizione della firma elettronica qualificata di chi emette il documento.

La norma, di cui all’articolo 77 del testo di legge, dispone l’obbligo di utilizzo in via esclusiva del nuovo sistema digitale di fatturazione a partire dal 1° gennaio 2019, per tutti i rapporti tra soggetti titolari di partita iva (B2B).

Soggetti interessati

Saranno colpite dall’adempimento tutte le operazioni business to business (B2B), estendendo perciò il vincolo ad una ben più diffusa platea rispetto a quella sino ad oggi coinvolta e ristretta, sin dalla suo esordio nel nostro ordinamento nel 2015, ai soli fornitori delle Amministrazioni Pubbliche.

Soggetti con applicazione anticipata

Non per tutti ad ogni modo l’obbligo di fattura elettronica nascerà col sorgere del 2019.

Prevede infatti la qui illustrata disciplina di anticipare l’imposizione per i fornitori di alcune precise tipologie di prestazioni.

I primi a doversi adeguare alle nuove prescritte osservanze, già dal 1° luglio 2018, saranno gli operatori attivi nella cessione di gasolio o benzina per motori ed i subappaltatori e i subcontraenti, impiegati nel quadro di un contratto di appalti pubblici, ovvero i soggetti destinatari della normativa sulla tracciabilità dei flussi finanziari (articolo 3 della Legge 136/2010).

L’intera filiera dei contratti pubblici di appalto dovrà quindi prepararsi ad accogliere l’iniziativa parlamentare già nel corso del nuovo anno.

Chiunque prenda parte al ciclo di realizzazione del contratto, a qualsiasi titolo e per qualsiasi importo, sarà tenuto ad emettere fattura elettronica, riportando  gli stessi codici Cup e Cig presenti nelle fatture emesse dall’impresa capofila nei confronti dell’amministrazione pubblica.

L’obiettivo

L’esigenza di anticipare per tali soggetti l’applicazione della norma trova la sua origine nelle regole dettate dal Codice degli Appalti (Dlgs 50/2006), il quale ha predisposto , con l’obiettivo di recepire quanto formulato dalla  direttiva 2014/55/Ue, la realizzazione di un piano nazionale triennale per l’informatizzazione nella pubblica amministrazione.

La cruciale importanza di costruire un adeguato supporto all’implementazione della struttura informatica nel nostro Paese trova in particolare le sue ragioni in quanto sancito dalla sopracitata direttiva.

Essa infatti istituisce l’obbligo per le Pubbliche Amministrazioni di ricevere ed elaborare fatture elettroniche, se predisposte con il modello semantico dei dati degli elementi essenziali (core invoice) a cura del Cen (Comitato europeo per la standardizzazione).  A tal fine è inclusa, nel suesposto articolo 77, una specifica delega ministeriale ad individuare ulteriori formati rispetto a quello attualmente adottato, l’ “Xml-Pa”, e conformi agli standard europei, da impiegare all’interno del Sistema di interscambio (Sdi).

 

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